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I - II Trimestre 2007



Editoriale                                         Dino Crivellari

































Cari Lettori
questa edizione è doppia nel senso proprio del termine in quanto contiene due uscite in una. E’ stata una  scelta indotta dal numero consistente di segnalazioni di  approfondimento che ci sono pervenute nel corso di questi mesi e anche dalla volontà della Redazione di illustrare un’operazione di particolare complessità che vede coinvolta UGC Banca in qualità di servicer: la ristrutturazione dei crediti contributivi agricoli.
Si tratta di una operazione attualmente in pieno svolgimento che per la natura del credito da riscuotere e per la tipologia di debitore presenta delle caratteristiche sue proprie di cui vale la pena apprenderne il meccanismo di attuazione. E’ per questo motivo che la prima parte del periodico vi dedica un ampio reportage.
Ma come sempre gli argomenti sono molteplici e variegati ed anche questo numero rispetta la tradizione editoriale che oramai contraddistingue Piazzetta Monte 1.
Vi è in particolare un tema di cui vorrei sottolinearne l’importanza già in questo spazio per poi rimandare gli interessati a leggerne i dettagli nell’articolo dedicato pubblicato nelle pagine interne alla rivista. Mi riferisco al concetto di “tasso di incertezza”.
Ogni servicer, intendendo per tale ciascun player attivo nel mercato dei crediti non performing, dovrebbe lavorare sul tasso di incertezza ovvero sulla propria capacità di raccogliere, elaborare e sistematizzare le informazioni per fornire agli investitori in NPLs una capacità di coerenza tra la logica dell'investimento, i tassi di investimento ed i tassi di rischio in modo da far diventare le operazioni di trasferimento dei portafogli delle operazioni routinarie e non delle operazioni meramente straordinarie ed eccezionali.
I soggetti che investono nel mercato NPLs non sono "produttori di sofferenze" ma "investitori in sofferenze" generate da altri. Ne consegue che la logica economica che muove gli uni rispetto agli altri è completamente diversa. I secondi, in particolare modo, operano in base a logiche di risultato: non è sufficiente la riduzione delle perdite ma assume un peso determinante l'economicità della gestione e le performance di recupero.
Avere pertanto maggiori informazioni e dati consente da un lato di sbagliare di meno nell'approccio approssimativo alla definizione dei crediti insoluti e dall’altro di avere un miglior outlook sulle singole posizioni o portafogli e di conseguenza ottenere una forte riduzione del tasso di incertezza. Questo significa che si è in grado di negoziare la migliore definizione in minor tempo e con un minor margine di approssimazione.
In altri termini esiste una stretta correlazione tra l'indice DBQ, la capacit&ag