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I Trimestre 2009

Cari lettori,
in questi ultimi mesi spesso mi sono soffermato a ragionare in varie occasioni convegnistiche su uno degli aspetti caratterizzanti le nuove frontiere della Crisi d’Impresa: il ruolo del Curatore Fallimentare. La fase post riforma ha visto un radicale cambiamento delle competenze e ruoli di questo Professionista. Da “gestore” della Procedura si è passati ad una veste di Manager. Il Curatore diventa un vero e proprio “imprenditore” con maggiori poteri decisionali rispetto al passato, e di conseguenza maggiori responsabilità. Gli aggiornamenti continui che egli quotidianamente deve effettuare non si devono più limitare ad uno studio della dottrina e giurisprudenza ma deve spaziare verso nuove tecniche e innovazioni di gestione per raggiungere il suo obiettivo: liquidare l’impresa e farla uscire dal mercato.  L’operatività del Curatore deve dunque necessariamente tendere a dei criteri imprenditoriali ben precisi, come la ricerca dell’economicità e tempestività di azione, la ricerca dell’efficienza della macchina di liquidazione e la vendita a valori di mercato e non fallimentari. Tutto questo tradotto in termini più pratici vuol dire anche saper scegliere nuovi partner specializzati per velocizzare tutte le procedure di liquidazione.
Arrivare a definire oggi il Professionista della Curatela come un manager in grado di generare ricchezza per un’impresa in crisi non è un paradosso ma un epilogo concreto di una “gestione innovativa” della Procedura. Ecco la rivoluzione: la Banca non deve essere più esclusivamente vista come principale controparte della curatela fallimentare, essendo tra i maggiori creditori, ma considerata come nuovo partner del curatore.
La Riforma apre quindi un ventaglio di opportunità che come è noto non sono comunque ancora appieno sfruttate e comprese, analisi questa ampiamente approfondita negli articoli “Accordi di ristrutturazione del debito e “Crisi d’impresa e soluzioni concordate”. In quest’ultimo in particolare sono illustrati i risultati complessivi delle indagini fatte sulle Crisi d’Impresa in cui emerge qual è la tipologia di azienda che ha fatto maggiormente ricorso al Concordato Preventivo e le problematiche di accesso da parte dell’impresa italiana.
Dalla Crisi di impresa e il nuovo ruolo “rivoluzionario” delle Banche si passa ad un altro approccio anch’esso “rivoluzionario” se vogliamo e sicuramente innovativo che vede questa volta una nuova relazione tra Banca e Cliente attraverso un utilizzo specialistico dei call center bancari, il tema è approfondito in “High Performing Contact Centers in the banking and insurance sector”.
In ultimo ma non meno importante è uno sguardo, mai assente sul nostro periodico, sul versante internazionale con le due rubriche “Nuovi aspetti del diritto privato europeo e del diritto dei consumatori” e “Le modalità di ingiunzione ed esecuzione di decisioni in Europa”.
Buona lettura!
 
 
Dino Crivellari