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II/III Trimestre 2008


Cari lettori,
l’attuale congiuntura economica impone di rivedere molte delle modalità operative e delle relazioni di mercato che hanno caratterizzato il ciclo economico-finanziario degli ultimi due decenni. La crisi va comunque colta come un’occasione per migliorare l’efficienza produttiva ed operare ricercando efficienze di processo. In questo senso è una opportunità.
Gli operatori nella gestione dei crediti non perfoming sono avvantaggiati in quanto la ricerca dell’efficienza è sempre stata una loro costante necessità, considerata la specificità della tipologia di asset trattato e il meccanismo di pricing legato in larga parte al successo delle iniziative di recupero.
E’ pur vero, tuttavia, che se la specializzazione di business che caratterizza le società di servicing consente loro di essere anticicliche per quanto attiene il flusso di lavoro, in presenza dell’attuale crisi, non le mette però al riparo dalla ciclicità che scontano le performance di incasso. Si allungano i tempi ed aumenta l’incidenza dei costi legali, a causa della ridotta propensione all’indebitamento ed ai consumi da parte delle famiglie a cui si aggiunge la minore disponibilità di credito nei loro confronti e, per certi versi, delle imprese. Dal lato corporate infatti i fenomeni non sono dissimili. Le imprese stanno risentendo della crisi dei mercati che si ripercuote nei livelli degli ordinativi, che stanno registrando un calo significativo in tutti i comparti, e nell’ottenimento di nuovi finanziamenti, divenuto più difficile.
Ma anche questo stato di cose può essere colto come un’opportunità per ambo le parti, siano esse società di recupero che imprese in difficoltà. A fronte dell’allungamento dei tempi di pagamento da parte della clientela, le aziende sono costrette a far slittare il saldo delle fatture ai propri fornitori. In altre parole gli imprenditori da un lato cercano di autofinanziarsi attraverso un meccanismo di gestione del capitale circolante basato sul differimento del pagamento ai fornitori ed applicando una scontistica alla clientela pur di avere liquidità immediata e dall’altro sono obbligati a porre grande attenzione alla fase di recupero del credito che resta insoluto. Aumenta pertanto il numero di aziende interessate a servizi integrati di servicing che siano in grado di tutelare, non pregiudicandola, la relazione con la propria clientela e al tempo stesso garantiscano il pronto rientro delle proprie spettanze.
Tra i servicer, UniCredit Credit Management Bank è stata tra i primi a prevedere ulteriori strumenti a supporto delle imprese in difficoltà al fine di contenere gli effetti dell’attuale crisi e favorire, ove possibile, la continuità aziendale. Il Marketplace Imprese in Crisi ne è un esempio. Il lettore interessato ad approfondire l’argomento troverà all’interno di questo numero un ampio spazio dedicato, insieme ad articoli su temi correlati.
Concludo ringraziando gli autori dei numerosi contributi pervenuti alla Redazione e ricordando che chiunque volesse inoltrare articoli di approfondimento su tematiche di attualità economico-giuridica può scrivere a piazzettamonte1.uccmb@unicreditgroup.eu.
Buona lettura
 
Dino Crivellari