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III Trimestre 2007

Editoriale                               Dino Crivellari
 






“Cari lettori,
a commento del numero in uscita vorrei utilizzare questo spazio editoriale per condividere con voi un’intuizione che in UGC stiamo cercando di tradurre in atti concreti, convinti che sia la giusta strada per valorizzare con ancora più evidenza la professionalità e la specializzazione che caratterizzano il settore del non performing.
I player che operano nel mercato NPLs sono realtà aziendali dove il valore umano è fortemente e fattivamente l'elemento strategico che consente l'innovazione continua nei processi e nelle soluzioni operative applicate. In UGC Banca per esprimere questo concetto abbiamo coniato il claim “Liberare le intelligenze”. Tuttavia per indurre le persone a generare idee che creano valore aggiunto per l'azienda è necessario non solo trasferire ad una macchina tutte quelle manifestazioni non definibili di “intelligenza” ma di pura “tecnicalità” ma è indispensabile muovere le leve della managerialità e del talento dei singoli. E' fondamentale che vi sia completa comprensione e condivisione delle strategie aziendali a tutti i livelli operativi. In altri termini, e' indispensabile che la strategia aziendale, paragonabile ad un fascio luminoso, si rifletta nei singoli snodi organizzativi per giungere ai livelli operativi di base mantenendo la propria intensità, densità e corrispondenza cromatica/concettuale originaria.
Tale evidenza è possibile laddove gli snodi organizzativi agiscano come superfici in grado di consentire il passaggio lineare ed immediato delle comunicazioni, del fascio luminoso per riprendere la metafora, che promanano dal vertice. Tali snodi possono atteggiarsi anche come prismi purché la loro interpretazione della strategia aziendale produca egualmente la rifrazione della luce anche se scomposta nelle sue diverse componenti monocromatiche/concettuali.
In sintesi tutti i punti in cui è articolata l'azienda devono diventare specchi ovvero prismi che riflettono la logica strategica proveniente dal vertice.
Altro elemento di gestione manageriale delle risorse è ciò che definiamo in UGC Banca: "potenza". Semplificando se si somma un'unità ad un'altra unità il risultato è pari a due unità ma se la medesima somma viene elevata ad una potenza pari a due il risultato che si ottiene è doppio rispetto all'operazione precedente.
L'esponente non è altro che la managerialità, cioè la capacità del singolo di creare nuove idee ovvero di fare in modo che la propria attività dia come risultato il raggiungimento di un obiettivo maggiore di quello realizzabile senza l'apporto di intelligenza creativa.
Ogni gestore interno in UGC Banca è un fattore di potenza e non soltanto un costo aggiunto nella catena di produzione. Questo significa che sommando gli altri fattori della produzione, ovvero i consulenti e i legali esterni, basi della potenza, e assunto il gestore il ruolo di esponente, il risultato di gestione non è più la risultanza di una sommatoria delle attività, competenze e professionalità di gestore, consulenti e legali esterni ma è un risultato decisamente maggiore, e pertanto migliore, poiché uno di questi fattori ha svolto un ruolo di moltiplicatore delle attività, competenze e professionalità degli altri due.
In conclusione: l'effetto moltiplicativo in tutti i fenomeni in cui viene osservato è di norma preferibile ad uno addizionale sempre che abbia segno positivo.
Buona lettura”